{"id":406,"date":"2014-04-24T15:32:14","date_gmt":"2014-04-24T13:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/?p=406"},"modified":"2014-04-24T15:32:14","modified_gmt":"2014-04-24T13:32:14","slug":"storie-di-stragi-resistenza-e-antifascismo-da-litalia-cantata-dal-basso-coppola-ed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/?p=406","title":{"rendered":"STORIE DI STRAGI, RESISTENZA E ANTIFASCISMO. DA \u201cL\u2019ITALIA CANTATA DAL BASSO\u201d COPPOLA ED"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/800px-le_onoranze_funebri_del_commissario_federale_di_ferrara_ghisellini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-407\" alt=\"800px-le_onoranze_funebri_del_commissario_federale_di_ferrara_ghisellini\" src=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/800px-le_onoranze_funebri_del_commissario_federale_di_ferrara_ghisellini.jpg\" width=\"470\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/800px-le_onoranze_funebri_del_commissario_federale_di_ferrara_ghisellini.jpg 470w, https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/800px-le_onoranze_funebri_del_commissario_federale_di_ferrara_ghisellini-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><b>Memoria di aprile<\/b><\/p>\n<p align=\"left\"><em><strong>Da L\u2019Italia cantata dal basso\u201d di <a href=\"http:\/\/orsattipietro.wordpress.com\" target=\"_blank\">Pietro Orsatti <\/a>\u2013 Coppola editore<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Le valli di Comacchio immerse nella nebbia. Non \u00e8 difficile immaginarsela cos\u00ec la mattina del 25 aprile 1945. Anche perch\u00e9 in qualche archivio dell\u2019Anpi c\u2019\u00e8 un vecchio filmato sgranato che mostra una barca sul fiume carica di partigiani. Pochi fotogrammi ripresi proprio quella mattina. Sullo sfondo, appena visibile nella nebbia, un canneto. A pochi chilometri Ferrara. Ma a quei tempi pochi chilometri rappresentavano una barriera quasi insormontabile, un mondo intero.<\/p>\n<p align=\"left\">A Ferrara, mi raccontavano i miei fin da bambino, arrivarono gli inglesi. I partigiani, apparentemente, si fecero da parte. Le cose andavano cos\u00ec a quei tempi. Quelli che si erano liberati da s\u00e9 che si facevano indietro davanti ai liberatori stranieri. Poche settimane prima c\u2019era stata la rotta. Sul Po la strage dei tedeschi in fuga. Non c\u2019erano pi\u00f9 ponti per passare il fiume in piena. E i soldati si erano buttati nel fiume affidandosi a qualsiasi zattera improbabile, a qualsiasi oggetto galleggiante raccattato durante la fuga. Il fiume non ebbe piet\u00e0. Per giorno e giorni affiorarono cadaveri trascinati dalle acque. Le cose andavano cos\u00ec in quell\u2019aprile 1945.<\/p>\n<p align=\"left\">Quando arrivarono a Ferrara gli inglesi, di tedeschi non c\u2019era ombra. Da settimane. Ma la liberarono lo stesso.<\/p>\n<p align=\"left\">Da qualche parte ho visto una copia di uno dei giornali clandestini dell\u2019epoca. Si chiamava \u201cLa Scintilla\u201d, lo stampavano in qualche casale sperduto in campagna o in qualche cantina mezza allagata nella citt\u00e0 occupata. Era pi\u00f9 importante quel pezzo di carta ingiallito di un cannone per la resistenza al nazifascismo. C\u2019\u00e8 stata tanta gente che \u00e8 morta per far circolare quel giornale, embrione di una libert\u00e0 di stampa cancellata da decenni. Ci dedicarono un intero articolo della Costituzione a quella libert\u00e0 negata, poi, e non fu per caso.<\/p>\n<p align=\"left\">Durante tutto il ventennio fascista, Ferrara fu una citt\u00e0 spaccata in due. Da un lato la borghesia urbanizzata, i proprietari terrieri e i latifondisti che aderivano al fascismo. Un fascismo che aveva a Ferrara la faccia di Starace e di Italo Balbo. Dall\u2019altra invece i contadini, i mezzadri e i braccianti e i pochi operai che producevano la ricchezza del territorio. In mezzo la Chiesa, che contemporaneamente benediva la povert\u00e0 delle campagne e sosteneva lo status quo dei latifondisti.<\/p>\n<p align=\"left\">I socialisti, gli anarchici, i pochi comunisti erano quasi tutti operai agrari, braccianti, stritolati dai fitti e dalla decima del latifondo. Contadini che oltre a subire lo sfruttamento del latifondismo locale, per decenni furono l\u2019obiettivo dei raid delle camicie nere. A suon di bastonate, olio di ricino, incendi e troppo spesso revolverate.<\/p>\n<p align=\"left\">\u201c<i>L\u2019azione dello squadrismo agrario nelle campagne, tesa a scompaginare le organizzazioni socialiste, viene accompagnata da una riaggregazione, pi\u00f9 o meno coatta, dei lavoratori della terra nelle organizzazioni sindacali fasciste. Massimo artefice di questo disegno Gino Baroncini, eletto segretario della federazione provinciale fascista nel giugno 1921, e sostenuto da Dino Grandi, in contrapposizione ad Arpinati, fortemente contrario alla creazione di sindacati fascisti. Lo scontro fra le due correnti del fascismo \u00e8 destinato a rinfocolarsi durante la strenua opposizione che i fasci emiliano-romagnoli, sotto la guida di Baroncini e Grandi e con l\u2019avvallo di Balbo, faranno alla applicazione del \u00abpatto di pacificazione\u00bb coi socialisti firmato da Mussolini nell\u2019agosto 1921. Il dissidio politico porta a una temporanea emarginazione dello stesso Arpinati, favorevole alla linea di Mussolini: avendo egli rinunciato alla carica di segretario del Fascio nel giugno 1921 per dissenso verso la linea politica maggioritaria, viene addirittura escluso dal nuovo direttore nel dicembre dello stesso anno\u201d.<\/i><\/p>\n<p align=\"left\"><i>[Fascismo e antifascismo nella Valle padana &#8211; Clueb editore]<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">A complicare il quadro una delle pi\u00f9 antiche e fiorenti comunit\u00e0 ebraiche d\u2019Italia. Una comunit\u00e0 perfettamente integrata nella borghesia commerciale della citt\u00e0 e che nella fase iniziale del fascismo l\u2019aveva in gran parte anche sostenuto per poi vedere crollare ogni residua illusione con la promulgazione delle leggi razziali. Lo capirono perfettamente, definitivamente, il 21 settembre del 1941 quando le squadre fasciste assaltarono la sinagoga in pieno centro cittadino. Il primo caso del genere in Italia.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/orsattipietro.wordpress.com\/2014\/04\/24\/storie-di-stragi-resistenza-e-antifascismo-da-litalia-cantata-dal-basso-coppola-ed\/\" target=\"_blank\"><strong>(Segue&#8230; Continua a leggere<\/strong><\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Memoria di aprile Da L\u2019Italia cantata dal basso\u201d di Pietro Orsatti \u2013 Coppola editore Le valli di Comacchio immerse nella nebbia. Non \u00e8 difficile immaginarsela cos\u00ec la mattina del 25 aprile 1945. Anche perch\u00e9 in qualche archivio dell\u2019Anpi c\u2019\u00e8 un vecchio filmato sgranato che mostra una barca sul fiume carica di partigiani. Pochi fotogrammi ripresi &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/?p=406\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;STORIE DI STRAGI, RESISTENZA E ANTIFASCISMO. 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