{"id":282,"date":"2014-04-07T12:20:13","date_gmt":"2014-04-07T10:20:13","guid":{"rendered":"http:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/?p=282"},"modified":"2014-04-07T12:20:13","modified_gmt":"2014-04-07T10:20:13","slug":"attivisti-no-ovvero-come-gli-imprenditori-privati-pasteggeranno-sulla-crisi-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/?p=282","title":{"rendered":"\u201cAttivisti no\u201d, ovvero come gli imprenditori privati pasteggeranno sulla crisi italiana.."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/vbgn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-283\" alt=\"vbgn\" src=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/vbgn.jpg\" width=\"640\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/vbgn.jpg 640w, https:\/\/milazzorossa.noblogs.org\/files\/2014\/04\/vbgn-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>di <strong>Zoe<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 un giorno di primavera e il sole inonda i cortili aperti di un vecchio monastero bianco a picco sulla costiera di Genova. Sono arrivati da tutto il mondo nella notte, manager businessmen i nuovi imprenditori della scienza per decidere il futuro del sapere in questo elegante paese anticamente gioviale. Le posture sono sicure e autorevoli, non vi \u00e8 titubanza nei gesti o nelle parole. Le giacche grigio brillante si riflettono sui volti appena abbronzati e gli occhi blu di fascinosi uomini dalle movenze discrete risuonano nei passi a un tempo misurati e pesanti. Il potere contemporaneo ha una sua particolare fattura. Non esiste pi\u00f9 l\u2019autorit\u00e0, come soleva esistere un tempo. L\u2019autorit\u00e0 \u00e8 fatta di cordialit\u00e0 leggera e sottile ironia. Ci sono dieci tavoli rotondi inondati di luce. Sembra una antica residenza reale o un pranzo di gala, chiss\u00e0 se anche in Francia tenevano pranzi cos\u00ec eleganti prima della rivoluzione. Sono in buona parte scienziati duri. Vengono dalle nuove tecnologie o dalle scienze ambientali, cos\u00ec facoltose oggi per chi vuole bonificare il mondo \u2013 beneficiate dalle stesse compagnie petrolifere che il mondo l\u2019hanno macerato. Qui sostenibilit\u00e0 \u00e8 la parola chiave. Chi lo sa, forse un tempo nei regimi coloniali fratellanza era la parola chiave. Gli accademici hanno una strana qualit\u00e0 sopraffina. Capiscono subito chi detiene il potere. Sono come cani segugi, annusano ogni angolo di strada e di sterco e scoprono infine dove stanno i soldi. Sembra che esista una specie di regola non scritta in queste circostanze. Il potere non parla molto. Annuisce oppure smentisce. Tutti sanno dove risiede semplicemente perch\u00e9 tutti gli sguardi tornano a lui \u2013 maschile singolare. Il potere indica qual \u00e8 la verit\u00e0.<br \/>\nQuesta per loro \u00e8 una breve pausa. Riprenderanno la riunione tra quaranta minuti. Ad intrattenerli come coreografici ospiti siamo arrivati in cinque. Alcuni di noi hanno fatto tre ore di viaggio per giungere al cerimoniale. Non tutti sembrano a disagio. Molti anzi sembrano starci comodi in queste corti. Magari una persona pi\u00f9 cinica oppure pi\u00f9 sveglia di me scriverebbe che la maggior parte di loro vuole starci e basta. Gli imprenditori della conoscenza arrivano da ogni parte del mondo. Giappone Stati Uniti Israele Emirati Arabi Cina e Corea. Si fermano per venti-trenta ore, giusto il tempo di decidere il nostro futuro e di andarsene. E\u2019 questa la governance globale. Aerei privati arrivano e ripartono prima che tu te ne accorga. \u00c8 una specie di prassi, di questi tempi. Lo smantellamento dell\u2019istruzione pubblica in Italia \u00e8 una straordinaria opportunit\u00e0 di investimento per gli imprenditori della scienza. Il sapere \u00e8 denaro e il denaro \u00e8 sapere. \u00c8 questa l\u2019equazione dei nostri tempi. Cos\u00ec in quelle sale si decide in quali valori dovranno credere le generazioni future. C\u2019\u00e8 una sorta di paternalismo dolce nell\u2019aria: cosa vogliamo far sapere a questi giovani. Che cosa vogliamo che imparino e che cosa vogliamo oscurare dalla loro coscienza. Di fatto, il tutto ha l\u2019aria di una specie di esperimento antropologico. Un p\u00f2 come l\u2019esperimento che fecero alla Scuola di Chicago laddove la gang di economisti pi\u00f9 famosa al mondo selezionava in Cile i migliori talenti per poi formarli all\u2019arte sottile del potere e della condiscendenza \u2013 la condiscendenza attiva alla dittatura di Pinochet \u2013 anche qui bisogna selezionare i migliori. Selezionarli e poi plasmarli a ci\u00f2 che vogliamo che essi diventino.<br \/>\nIo sono arrivata in ritardo. Non riesco mai ad arrivare puntuale nei luoghi in cui non voglio andare. I posti sono assegnati. Nel mio tavolo c\u2019\u00e8 un tizio dagli occhi blu ed altre persone. Mi siedo. Scopro in fretta che tutti hanno una teoria sul mondo. L\u2019Italia, per esempio, questa terra triviale stuprata dalla corruzione di giacche eleganti non \u00e8 in crisi. Fuori non ci sono disoccupati e precari, soggettivit\u00e0 tanto esaurite che prima o poi faranno saltare in aria Montecitorio. Non esistono, e se esistono non \u00e8 quello il luogo in cui discuterne. I fatti, l\u2019esperienza di chi sta ai margini del grande capitale \u2013 le frustrazioni di chi \u00e8 incapace di vivere a questo mondo \u2013 non sono di nostro interesse. L\u2019istruzione privata si dissocia da tutto ci\u00f2. Non ci dobbiamo fare carico di tutti i problemi del mondo e chi vuole lagnarsi pu\u00f2 farlo altrove \u2013 qui stiamo costruendo un mondo nuovo. Qui stiamo costruendo un mondo efficiente, un mondo capace di riconoscere il merito e di premiarlo, un mondo eccellente in cui il primo passo per risolvere i problemi \u00e8 dimenticarli \u2013 ricacciarli negli zoo umani di Goya o nelle banlieu parigine dove appartengono.<br \/>\nParla cos\u00ec il potere contemporaneo. Il fascino discreto del potere si esprime per segregazione abitativa e linguistica. Il punto \u00e8 che ci\u00f2 che non porta capitale non esiste. Le potenzialit\u00e0 sociali del sapere? Oh please. Qui importa esclusivamente la sua capitalizzazione. \u201cStanno chiudendo le universit\u00e0 perch\u00e8 sai, qui sono spuntate come funghi negli ultimi anni\u201d, dice una che in Italia manca da trent\u2019anni. \u201cCe ne sono troppe\u201d. \u201cPoi in Italia mancano i ranking. Bisogna creare gerarchie, gli atenei devono essere differenziati in base al valore\u201d. Valutazione qualit\u00e0 merito, ecco le parole chiave, le persone vanno selezionate scrupolosamente, ti ricordi Sal\u00f2 di Pasolini: bisogna capire chi ha il buco del culo pi\u00f9 fitting. Anche la segretaria ha una propria teoria. \u201cPrima di tutto il merito e gli altri fuori\u201d. Evidentemente ha capito le parole magiche per essere presa sul serio: bisogna imparare a ruminare gli stessi concetti masticati in un dibattito politico senza dignit\u00e0 e poi bisogna essere disposti ad applicarli contro gli altri.<br \/>\nNietzsche aveva capito tutto dell\u2019eccellenza. \u00c8 l\u2019unico che l\u2019ha descritta per ci\u00f2 che \u00e8. Aspirare ad eccellere significa desiderare che \u201cil prossimo, esteriormente o interiormente, soffra di noi\u201d, scriveva. \u201cL\u2019aspirazione ad eccellere \u00e8 l\u2019aspirazione a soggiogare il prossimo\u201d, quella \u201clunga serie di gradi di sopraffazione segretamente bramata\u201d, che non a caso \u00e8 \u201cquasi simile a una storia della cultura\u201d (<em>Aurora<\/em>). Smorfie, raffinatezza e \u201cmorbosa idealit\u00e0\u201d: sembrava parlasse di noi.<br \/>\nDall\u2019esterno quel palazzo sembrava una struttura principesca. Era la prima giornata di primavera e finalmente potevamo dismettere i cappotti. Smorfie, raffinatezza e \u201cmorbosa idealit\u00e0\u201d: c\u2019era tutto. Era un pranzo fiabesco ma io mi sentivo percorrere la pelle da insetti e scarafaggi \u2013 era quella la sensazione \u2013 un senso costante di minaccia come se ogni mio gesto potesse essere il pretesto per un\u2019esecuzione. Tsitsi Dangarembga in <em>Condizioni nervose<\/em> raccontava l\u2019esperienza di sedere a tavola nell\u2019epoca coloniale. Il colonialismo non \u00e8 solo espropriazione. Il colonialista prescrive la verit\u00e0. Tsitsi Dangarembga doveva adattare la sua condotta agli standard vittoriani. Nello Zimbabwe inglese doveva imparare a usare la forchetta e a stare seduta diritta. Gli inglesi osservano. Gli inglesi decidono ci\u00f2 che \u00e8 giusto e sbagliato. \u00c8 un\u2019opportunit\u00e0, che ti viene data, sedere qui a tavola con noi. Il potere va corteggiato, il potere va riverito. Mica vorrai lamentarti, dell\u2019opportunit\u00e0 che ti sta dando il potere?<br \/>\nC\u2019era quest\u2019uomo al mio tavolo, con gli occhi celesti. Era a lui che ritornavano gli sguardi e i silenzi quasi in attesa di approvazione. Mi faceva domande precise con fare in apparenza cortese. Dietro ai suoi sguardi e alle sue domande per\u00f2 non c\u2019era simpatia. C\u2019era intimidazione. Quell\u2019intimidazione lieve che dice, hai capito chi comanda? La capacit\u00e0 di cattura del potere \u00e8 direttamente proporzionale alla disperazione che crea. Come fate a chiederci di dimenticarla, la vostra capacit\u00e0 di investire sulle disgrazie. Come fate a chiederci di dimenticarla, la vostra condotta di raffinati cannibali.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una cosa che non ho mai capito in quelle circostanze. Non ho capito come fanno gli altri a trovarvisi a loro agio. Io non riesco a respirare. Tutto il mio corpo diventa rigido e il fatto stesso di versare l\u2019acqua sul bicchiere mi sembra un\u2019esposizione eccessiva \u2013 cerco il momento in cui gli occhi si distraggono per evitare che qualunque gesto li riporti su di me. Nel tempo ho cominciato a capire che cos\u2019\u00e8, la mia. \u00c8 rabbia. Rabbia. Quel confine sottile tra la docilit\u00e0 e l\u2019ira, perch\u00e8 non riesco a perdonare questi dittatori passivi. Perch\u00e8 il loro charm aggressivo aggiunge alla violenza l\u2019ipocrisia. Perch\u00e8 se davvero volete investire sulle disgrazie abbiate almeno il coraggio di presentarvi come avvoltoi \u2013 non come benefattori.<br \/>\n\u201cQuesto no, lo studiano gli attivisti\u201d, dice a una donna alzatasi per consultarlo. \u201cNessun attivista\u201d. Eravamo in quattro in quel momento al tavolo. Il tema era l\u2019attivazione di un nuovo corso di laurea. Il no come al solito era distratto e fermo. Discorso chiuso. \u201cHai assaggiato il dessert che buono\u201d, chiede volgendosi alla commensale alla sua destra. \u201cN\u00e8 saperi critici n\u00e9 attivisti\u201d. Punto.<br \/>\nIl tavolo si ferma. \u201cAh ho sentito tanto parlare di te\u201d, mi dice qualcuno. Non capivo la relazione tra questa frase e la precedente. O meglio \u2013 avevo capito bene? \u201cAttivisti no\u201d. \u201cNo ma gli attivisti in qualche fase storica sono stati necessari\u201d, risponde qualcuno all\u2019uomo con gli occhi celesti. Chiediglielo a Rosa Parks a Mandela o ai migranti di Rosarno. Chiediglielo alla badante che gli pulisce il culo a tuo padre perch\u00e8 i fottuti attivisti sono necessari, pensavo. \u201cUn tempo servivano\u201d, continua. \u201cOggi c\u2019\u00e8 Zoe\u201d, dice indicando me. Lo dice seria, senza ironia. Mi sentivo come nelle riserve indiane: ne abbiamo un esemplare. Ora? Possiamo vivisezionarlo, smembrarlo oppure mandarlo direttamente in laboratorio. Che preferite farne? Non capivo. Secondo me non capivano neanche loro, che ci dovevo fare l\u00ec. Gli sguardi cercano un\u2019uscita da quella specie di gaffe o impudente rivelazione della verit\u00e0. \u201cAttivisti no\u201d, era davvero cos\u00ec semplice? Una schedatura politica come precondizione necessaria e non sufficiente per l\u2019impiego. Una schedatura politica discussa e negoziata all\u2019insaputa dell\u2019interessato. Ecco d\u2019un tratto comparire come criterio selettivo per l\u2019impiego non solo l\u2019orientamento sessuale la nazionalit\u00e0 di provenienza o l\u2019estrazione economica. L\u2019orientamento politico: ecco a voi il punto centrale. Per carit\u00e0, nulla di nuovo in un\u2019Italia che da decenni fa pulizia etnica del pensiero. E per carit\u00e0, come altro si spiegherebbe altrimenti una proporzione cos\u00ec netta: nelle universit\u00e0 attuali il pensiero critico \u00e8 a zero e i baciapile sono migliaia. Ma la banalit\u00e0 di quella frase era tale da rimbombare: \u201cattivisti no\u201d \u201cattivisti no\u201d \u201cattivisti no\u201d. Davvero era cos\u00ec semplice.<br \/>\nForse siamo sempre stati davvero troppo naive. Forse qualcuno di noi \u2013 con tutta questa tiritera del merito \u2013 ha davvero pensato che fosse venuto il suo turno. Forse qualcuno di noi ha pensato che fosse possibile trovare uno spazio, in accademia, perch\u00e8 \u00e8 vero: il pensiero critico \u00e8 pi\u00f9 complesso. Gli attivisti sono pi\u00f9 colti. Gli attivisti hanno pi\u00f9 sensibilit\u00e0. E\u2019 un dato di fatto, oltrech\u00e8 una condizione di sopravvivenza. Ma questo non toglie che tutta questa riforma sia stata fatta per tenerli fuori \u2013 reclutamento diretto, lo chiamano. O privatizzazione del sapere \u2013 una scelta politica precisa e deliberata.<br \/>\nDunque giusto per ricapitolare. C\u2019\u00e8 un paese che tra un anno, appena diventa operativo il pareggio di bilancio, diventer\u00e0 rapidamente pi\u00f9 povero della Grecia. Sanit\u00e0, pensioni e istruzione: le prime a saltare. E poi c\u2019\u00e8 una pletora di investitori privati che sta a guardare con l\u2019acquolina alla bocca \u2013 perch\u00e9 sulle disgrazie altrui c\u2019\u00e8 molto da investire. Uomini dai volti appena abbronzati e le movenze discrete che non hanno bisogno di esercitare un\u2019autorit\u00e0. Non hanno bisogno di convincerti, sei tu che devi convincere loro. Loro detengono il denaro, la morale e la verit\u00e0. Puoi scegliere di esserne parte o di rimanerne fuori. \u00c8 una scelta tua. L\u2019unica libert\u00e0 di scelta dei nostri tempi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>dal blog: minima&amp;moralia<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Zoe &nbsp; \u00c8 un giorno di primavera e il sole inonda i cortili aperti di un vecchio monastero bianco a picco sulla costiera di Genova. 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